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AWS re:Invent 2016: parola chiave: trasformazione

Scritto da beSharp - 3 dicembre 2016

Quest’oggi abbiamo seguito il keynote di Wernel Vogels, CTO di Amazon AWS, che, come precedentemente accaduto per quello di Andy Jassy, si è rivelato ricco di novità e spunti interessanti. La parola chiave della giornata è TRASFORMAZIONE.

Trasformazione come capacità di evolversi e mutare le proprie caratteristiche per meglio adeguarsi alle necessità di una realtà in continua mutazione. Capacità che nel mondo sempre in crescita del cloud fanno effettivamente la differenza tra chi riesce ad ottenere grande successo e chi meno.

La sessione di oggi ha mostrato l’intenzione di AWS di avvicinarsi sempre di più agli sviluppatori, o meglio ai devops, introducendo una notevole quantità di nuovi servizi che vanno a completare la già ricca dotazione di funzionalità del colosso del Cloud.

Vediamo insieme quali sono state le rivelazioni più importanti di oggi:

AWS CodeBuild: Fully managed build server
Un sistema simile a Jenkins ma fully managed: può effettuare build, eseguire gli unit test e triggerare Codedeploy oppure costruire immagini docker o anche AMI; è completamente integrato con CodeCommit, CodePipeline e CodeDeploy. Di fatto è l’elemento che completa la pipeline di deploy di AWS.

AWS X-Ray: fully managed monitoring system
Analizza e debugga applicazioni distribuite in produzione, fornendo una sistema integrato di dashboard e metrice ad hoc per permettere in poco tempo di capire ed individuare eventuali falle nella propria architettura. Pensiamolo come ad un APM (application performance monitor) in versione un po’ acerba

AWS Personal Health Dashboard: personalized view of AWS services health

AWS Shield: sistema di sicurezza e protezione integrato
Si comporta come un application firewall fully managed, ha accesso ad un sistema di notifica e poiché blocca i DDoS prima che gli attacchi raggiungano le macchine core dell’infrastruttura, l’effetto è quello di ridurre effettivamente le chiamate malevole riducendo il costo effettivo dovuto ad attacchi volumetrici. La versione standard è attiva di default per tutti gli utenti, quella advanced prevede addirittura l’intervento proattivo di un team di ingegneri di AWS specializzato in anti-DDoS, con costi decisamente enterprise-oriented

Amazon PinPoint: customer experience monitor
Dato un pool di utenti può individuare il potenziale target di mercato, manda notifiche e traccia i risultati di una o più campagne di marketing, centralizzando in un unico punto tutta l’analisi dei clienti.

AWS Glue: Fully managed data catalog and ETL (Extract-Transform-Load) service
Un sistema avanzato e centralizzato di raccolta dati, analisi e trasformazione.Completamente gestito in grado di schedulare processi di ETL senza la necessità di conoscere strumenti complessi come EMR e Hadoop.

AWS Batch: Fully managed batch processing at any scale

Blox: collection of components project blox.github.com
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lox è una raccolta open source di modelli per gestire container e applicazioni basate sui container su Amazon ECS

C# engine per Lambda: è stato aggiunto il supporto a C# per le lambda function.

Task placement engine: operazioni pianificate su ECS per i container e sulle strategia di allocazione dei container nel cluster. COMING SOON

Lambda@Edge: permette di eseguire funzioni lambda dalle richieste ricevute da cloudfront, e direttamente agli edge dell’architettura, può fare data processing, filtering e molto altro.

AWS Step Functions:
Definire worflow basati si lambda con strumenti visuali.

Tra le curiosità emerse non possiamo non citare il fatto che Amazon SNS usa Twilio per l’invio di sms.

Inoltre non sono mancate migliorie e nuove opzioni anche su uno dei servizi di punta: S3

  • S3 data events in cloudtrails
  • Object tagging
  • Analytics storage class analysis
  • Nuove metriche cloudwatch

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Alla luce di quanto presentato vi vogliamo lasciare con uno spunto di riflessione: a noi è parso che sotto i lustrini di tutte queste novità assolutamente entusiasmanti, Amazon abbia espresso la sua intenzione di soppiantare o assorbire la maggior parte dei servizi offerti dai suoi technology partner. Un’azione forte che rischia però di far sparire sicuramente alcuni dei collaboratori “storici” ma più “piccoli”.

Voi cosa ne pensate?

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